Birrificio Foglie D’Erba – Parte 1

Ciao a tutti gli appassionati di Birra, sono a presentarvi un altro Birrificio che a differenza degli altri presentati in questa sezione, non ho ancora avuto il piacere di degustare con attenzione. Sempre sentito nominare e finalmente incontrato all’IBF di Milano di Marzo 2016.

Ho avuto il piacere di poter fare due chiacchiere con Gino il Birraio in un momento di poca affluenza, potendo in questo modo, prendere al volo la possibilità di chiedere se volesse mettere a disposizione i suoi prodotti al mio gruppo di acquisto.

Con piacere posso confermare che avrò dalla fine di maggio l’onore di poter effettuare il primo ordine anche dei prodotti del Birrificio Foglie D’Erba sicuro che potrà cogliere il gusto delle persone proseguendo lungo la strada dell’offrire prodotti Italiani di qualità, ricchi di gusto, profumi e passione.

Questa prima parte, in attesa della seconda dove cercherò nel mio piccolo di raccontare una prima esperienza degustativa, vuole raccontare l’idea dietro questo Birrificio e le persone che lo hanno reso tale.

Mi piacerebbe ricevere i vostri commenti sul Birrificio Foglie D’Erba e sulle Birre che avete avuto la possibilità di degustare in modo da poter condividere le esperienze arricchendo il confronto e la conoscenza di chi sfortunatamente non ha ancora avuto il piacere.

Intanto ringrazio Gino Perissutti e Roberto Baldovin per la cortesia fin’ora dimostrata.

 

Tratto da: Fermento Birra.

Nasce in un paesino dell’alta valle del Tagliamento, nelle Dolomiti orientali, a Forni di Sopra quesfoglie-d-erba2to piccolo birrificio il cui nome, Foglie d’Erba, carico di significati rimanda alla più alta letteratura americana, al concetto di indipendenza (anche birraria?) e alla “droga” più amata dai birrai, il luppolo. Dice del suo lavoro: “quello che faccio è spinto dall’amore verso la birra, non mi faccio tentare dal mercato o influenzare dal gusto dei clienti. Preferisco seguire la mia passione che fare birre anonime“. Una passione cominciata con il lavoro nel locale di famiglia, la storica birreria ristorante “Coton”, prima pizzeria ad aver aperto nella Carnia e prima ad offrire una carta birre assolutamente non banale. Il merito di un’offerta così ampia, caratterizzata da birre in bottiglia anche particolari, è proprio di Gino, che fin dai primi anni del 2000 viaggia molto in Europa scoprendo stili e prodotti sempre diversi. Una passione che nel 2005 lo spinge a comprare pentole e fermentatori per cimentarsi nell’arte dell’homebrewing. Dopo un paio di anni di formazione e di utili consigli di birrai amici, come il ceco Martin Vrba, in forza prima al Vecchio Birraio di Padova e poi al Bire di Udine, arriva il grande passo e la convinta decisione di trasformare la birreria in brewpub.

Nel 2008 inizia così l’avventura del birrificio Foglie d’Erba, con una “CreamAle”, oggi scomparsa dalla gamma, di ispirazione americana. In produzione Gino si cimenta da subito con la bassa fermentazione creando la “Haraban”, una keller del colore dorato di 5 gradi alcolici, leggera e fragrante, realizzata ancora oggi con luppoli tedeschi acquistati direttamente nel paesino di Tettnang subito dopo la raccolta estiva, da un contadino locale amico di famiglia.  Fin da subito però la produzione comincia ad arricchirsi di ales, soprattutto di ispirazione anglo-americana.

La prima birra “manifesto” del birrificio è la produzione più nota, vincitrice anche di un premio a Birra dell’Anno 2010 è la Babel, una birra, come suggerisce il nome, poliglotta e cosmopolita, prodotta con malti americani, britannici e belgi, con luppoli tedeschi, cechi e anche italiani. Una birrBABEL-PALE-ALE-BIRRIFICIO-FOGLIE-DERBA-033-LTa che è cambiata molto negli anni perché Gino, birraio sperimentatore e perennemente insoddisfatto, mira a registrare continuamente i profumi di una birra elegantemente complessa, difficile da produrre quanto facile da bere.

In effetti le birre di Foglie d’Erba si distinguono quasi sempre per l’estrema varietà di luppoli e malti utilizzati, una lista di ingredienti ampia e meditata dove ogni voce, luppolo o malto che sia, ricopre un ruolo da gregario e mai da solista.

Una filosofia produttiva che non dimentica il territorio. Lo dimostra la “Hopfelia”, una black IPA che porta in dote i profumi resinosi del Pino Mugo, di cui utilizza aghi e gemme, che ben sprigiona un carattere montano, rustico, intenso ma non aggressivo, capace di raccontare nel bicchiere le valli di questo angolo d’Italia. Una aromatizzazione, quella con l’arbusto montano, ricorrente in altri prodotti del birrificio, come per esempio nella recente “Song from the Wood”, una imperial porter che vede l’impiego di gocce di resina di Pino Mugo, a ribadire il legame con queste terre.

Birraio: Gino Perissutti, nominato Birraio dell’anno nel 2011, coltiva la passione della birra sin da piccolo, quando lavorava nell’hotel Coton di proprietà della famiglia, riuscendo nel 2008 a creare la sua birreria dopo un lungo girovagare per i templi della birra in Slovacchia, Germania, Belgio, Inghilterra.

http://www.birrificiofogliederba.it/

https://www.facebook.com/birrificiofogliederba/

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